di Alessio Gagliardi


Cipriani, esperto di intelligence, conoscitore delle trame eversive, ex consulente della commissione stragi e ora consulente della commissione Mitrokhin, non offre con questo volume clamorose novità, o inediti retroscena in grado di gettare nuova luce sugli avvenimenti. Mette invece ordine tra i molti tasselli sparsi, siano fatti conosciuti ormai sin nei minimi dettagli o meno noti, ignorati o troppo distrattamente raccontati dalla stampa. Con un'attenta lettura innanzitutto della vasta e monotonamente plumbea produzione cartacea delle Br e della galassia eversiva (documenti, volantini, rivendicazioni, bollettini d'informazione), ma anche dei materiali delle commissioni parlamentari e della stampa, ricostruisce sin nel dettaglio il succedersi degli eventi, dai primi maldestri e malriusciti attentati agli omicidi di D'Antona, Biagi e Petri fino ai recenti arresti. E, confermata la continuità fra alcuni segmenti delle vecchie Br e le nuove, offre una convincente puntualizzazione della assai dibattuta questione del rapporto fra i brigatisti da un lato e i sindacati e i movimenti sociali (dagli autoconvocati del 1992 ai no-global) dall'altro, sottolineando a più riprese, con grande equilibrio, l'assoluta estraneità degli uni rispetto agli altri; un'estraneità, sembra di poter dire, antropologica e culturale, ancor prima che politica. Ma, oltre che ai fatti, Cipriani è interessato alle parole, ai moventi e agli obiettivi. Da qui l'ampio spazio assegnato alla sovrabbondante elaborazione analitica e teorica prodotta dalle Br, dei cui documenti offre numerosissime e ampie citazioni. Proprio leggendo in successione quei lunghi brani ci si rende conto di quanto già il linguaggio, iniziatico e burocratico al tempo stesso, tanto autoreferenziale quanto afasico sul piano della comunicazione, riesca a illuminarci sul quadro mentale dei brigatisti.

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